Swans - Leaving Meaning 2CD Maximize

Swans - Leaving Meaning 2CD

Young God (2019)

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22,00 €

Swans - Leaving Meaning 2CD <p>Gli Swans non fanno dischi da ascoltare distrattamente. Per assurdo persino il dover cambiare lato del vinile può compromettere l'attenzione. Figuriamoci ascoltarli con Spotify tra uno spot e l'altro. I 12 brani di "Leaving Meaning" durano poco più di un'ora e mezza ed è consigliabile affrontarli nella versione in doppio CD. Magari per un mese ascoltate solo il primo, poi mettete il secondo. Farlo tutto di fila vuol dire però entrare nel mood voluto da Gira, per cui se lo amate mettetevi comodi e fatevi martoriare come lui desidera.</p> <p><br />"Leaving Meaning" è il primo album della nuova incarnazione della band. Cinematograficamente parlando è l'equivalente di un reboot. Licenziata la precedente formazione entrano nuovi e vecchi amici: i nuovi si chiamano Anna e Maria von Hausswolff, Baby Dee, Ben Frost, Jeremy Barnes, Heather Trost (Hawk And A Hacksaw), Larry Mullins, Yoyo Rohm, The Necks; quelli vecchi sono Kirstof Hahn, Norman Westberg, Phil Puleo, Thor Harris, Paul Wallish, Christoper Pravdica (provenienti dagli Swans) e Dana Shechter, Cassis Staudt (dagli Angels of Light). Evidentemente il carattere di Michael non è così burbero come vuole farci credere.</p> <p><br />Il disco è l'ennesimo viaggio nell'oscurità, affrontato con lentezza e terrore. Si parte con l'acustica "Hums", che prosegue nella rilassante "Annaline". Se l'inizio del disco può sembrare tranquillo cambierete velocemente idea grazie all'ipnotica "The Hanging Man", classico brano tra Flipper e Birthday Party, ma l'unico del disco che riecheggia i vecchi tempi. L'album prosegue con lunghi mantra folk ("Amnesia", "Leaving Meaning", "Cathedrals Of Heaven"), gospel deviati ("Sunfucker", "It's Coming It's Real"), jazz doom ("The Nub"), pseudo romanticismo ("What Is This?") terminando nel teso rumorosismo marziale ("My Phantom Limb").</p> <p><br />Per le sue gite fuori porta Gira sceglie sempre la strada più sfiancante e meno panoramica trapanando l'accompagnatore di discorsi e discorsi sul senso della vita. Sta a voi se buttarlo giù dal burrone o cercare la beatitudine tramite lui. In ogni caso "Leaving Meaning" è l'ennesimo ottimo disco di Michael Gira. Ma nessuno ne dubitava.</p> <p>da <a href="http://www.taxi-driver.it/recensioni.php?id=RECENSIONE:autore=Swans:titolo=Leaving+Meaning">Taxi-Driver.it</a></p>
18,03 €

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Gli Swans non fanno dischi da ascoltare distrattamente. Per assurdo persino il dover cambiare lato del vinile può compromettere l'attenzione. Figuriamoci ascoltarli con Spotify tra uno spot e l'altro. I 12 brani di "Leaving Meaning" durano poco più di un'ora e mezza ed è consigliabile affrontarli nella versione in doppio CD. Magari per un mese ascoltate solo il primo, poi mettete il secondo. Farlo tutto di fila vuol dire però entrare nel mood voluto da Gira, per cui se lo amate mettetevi comodi e fatevi martoriare come lui desidera.


"Leaving Meaning" è il primo album della nuova incarnazione della band. Cinematograficamente parlando è l'equivalente di un reboot. Licenziata la precedente formazione entrano nuovi e vecchi amici: i nuovi si chiamano Anna e Maria von Hausswolff, Baby Dee, Ben Frost, Jeremy Barnes, Heather Trost (Hawk And A Hacksaw), Larry Mullins, Yoyo Rohm, The Necks; quelli vecchi sono Kirstof Hahn, Norman Westberg, Phil Puleo, Thor Harris, Paul Wallish, Christoper Pravdica (provenienti dagli Swans) e Dana Shechter, Cassis Staudt (dagli Angels of Light). Evidentemente il carattere di Michael non è così burbero come vuole farci credere.


Il disco è l'ennesimo viaggio nell'oscurità, affrontato con lentezza e terrore. Si parte con l'acustica "Hums", che prosegue nella rilassante "Annaline". Se l'inizio del disco può sembrare tranquillo cambierete velocemente idea grazie all'ipnotica "The Hanging Man", classico brano tra Flipper e Birthday Party, ma l'unico del disco che riecheggia i vecchi tempi. L'album prosegue con lunghi mantra folk ("Amnesia", "Leaving Meaning", "Cathedrals Of Heaven"), gospel deviati ("Sunfucker", "It's Coming It's Real"), jazz doom ("The Nub"), pseudo romanticismo ("What Is This?") terminando nel teso rumorosismo marziale ("My Phantom Limb").


Per le sue gite fuori porta Gira sceglie sempre la strada più sfiancante e meno panoramica trapanando l'accompagnatore di discorsi e discorsi sul senso della vita. Sta a voi se buttarlo giù dal burrone o cercare la beatitudine tramite lui. In ogni caso "Leaving Meaning" è l'ennesimo ottimo disco di Michael Gira. Ma nessuno ne dubitava.

da Taxi-Driver.it

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